INFLAZIONE POST CORONAVISRUS

Ed ecco che si apre l’ipotesi di un nuovo scenario: l’inflazione post coronavirus.

Nelle economie di mercato i prezzi di beni e servizi possono subire variazioni in qualsiasi momento: alcuni aumentano, altri diminuiscono. Si parla di inflazione quando si registra un rincaro di ampia portata, che non si limita a singole voci di spesa. In seguito a tale fenomeno un’unità di moneta (1 euro) consente di acquistare una minore quantità di beni e servizi; in altre parole, il valore reale dell’unità di moneta risulta inferiore rispetto al passato.

Nel calcolo dell’inflazione si tiene conto di tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie, fra i quali figurano:

  • generi di uso quotidiano (ad esempio alimentari, giornali, benzina)
  • beni durevoli (ad esempio capi di abbigliamento, computer, lavatrici)
  • servizi (ad esempio affitto dell’abitazione, servizi di parrucchieria, assicurazioni)

INFLAZIONE E CORONAVIRUS

Stando ai manuali di economia, a una violenta contrazione della domanda segue necessariamente una contrazione della capacità produttiva e dei prezzi. Nella fase di rimbalzo post-recessione, però, si rischia di trovarsi con una domanda che accelera, senza che l’offerta possa starle dietro. Ne segue una inflazione dei prezzi. È questo un possibile scenario per il medio termine? (LEGGI) Passiamo dunque al paragone con la guerra. Secondo alcuni politici e studiosi, l’attuale situazione di emergenza è paragonabile a uno scenario di guerra. Sarebbe quindi molto probabile un forte aumento dei prezzi nel breve/medio periodo. Così come negli anni Settanta lo shock petrolifero determinò una lunga coesistenza tra alta disoccupazione e alta inflazione, non possiamo escludere che questo scenario si presenti di nuovo. Stavolta però non potremo reggere a lungo, perché la società italiana è sfibrata e l’inflazione tenderebbe ad aprire squilibri tra classi di cittadini e tra regioni inaccettabili.

In Italia il contributo più ampio al calo dei prezzi dovrebbe venire dai trasporti, mentre sono attesi rincari nel settore alimentare. Le misure prese per combattere il COVID-19 potrebbero non solo spingere al ribasso l’inflazione nei prossimi mesi, ma anche causare problemi nella significatività della rilevazione statistica dei dati. In ogni caso, la tendenza al calo dei prezzi dovrebbe accentuarsi ad aprile, sulla scia del taglio delle tariffe.