ALBEROBELLO

Alberobello è un comune che si trova nella parte sud-orientale della sua città metropolitana di appartenenza, non lontano dalla Valle d’Itria e dalle colline della Murgia. Confina a sud con la provincia di Taranto e ad est con la provincia di Brindisi. Dista 55 km da Bari45 km da Taranto e 75 km da Brindisi. A circa 20 km a nord si trova la costa adriatica nell’area di Monopoli.

Nella città di Alberobello, in questi giorni, è possibile affacciarsi a un’ affascinante realtà ottocentesca, ricca di tradizioni e atmosfere familiari che si tramandano. Tutto questo è stato ricostruito nel Museo Vivente del Trullo, nella perla della Valle d’Itria, nell’ambito di un progetto nato dalla sinergia creativa e organizzativa dell’associazione Arteca e il Comune di Alberobello. L’idea del progetto nasce dalla nobile causa di riportare in vita le antiche tradizioni domestiche di Alberobello: un patrimonio culturale e identitario della città dei trulli che, grazie all’entusiasmo di alcuni giovani del posto che hanno creduto nelle potenzialità attrattive delle tradizioni della loro città, viene rispolverato e fatto rivivere con tutta l’originalità di un tempo.(leggi)

Pensare alla Puglia rievoca come prima cosa i trulli, le costruzioni a secco con il tetto a cono tipiche della campagna che si trovano sparse in tutta la zona centro-meridionale della regione. I trulli sono particolarmente diffusi nella Valle d’Itria e nelle Murge e in particolare ad Alberobello, il cui centro storico è costituito interamente da trulli: i Trulli di Alberobello sono dal 1996 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Altro luogo simbolo della Puglia è Castel Del Monte, una fortezza duecentesca non lontana da Andria, anch’esso inserito tra i beni Patrimonio dell’Unesco, così come il Santuario di San Michele Arcangelo, luogo di pellegrinaggio in provincia di Foggia, e la Riserva Naturale della Foresta Umbra, nel Gargano. Simboli indiscussi della regione sono anche i suoi muretti a secco, ampiamente diffusi nel Salento e nella Valle D’Itria, e i suoi uliveti centenari e millenari di inestimabile valore, che producono un olio pregiatissimo, il vero “oro” della Puglia. (leggi)

CIBI DI ALBEROBELLO:(leggi)

  • Braciole alla barese
    Spianare la carne col batticarne, salare e pepare, arrotolarle in modo che il trito sia racchiuso e legarle; imbiondire cipolla, carota, lauro e chiodo di garofano; allinearvi le braciole infarinate e colorarle; evaporare con vino; aggiungere il pomodoro, acqua, sale, pepe e noce moscata. Continuare la cottura per 90′, mescolando. Sgocciolare le braciole, slegarle, allinearle in un piatto di servizio e cospargerle col sugo passato al colino: servire con patate o una verdura di stagione.
  • Calzone barese
    E’ un tipico piatto della tradizione barese e salentina: ideale come antipasto o merenda; il suo ripieno vuole cipolle, olive verdi snocciolate, formaggio grattugiato, acciughe, pomodori e uova.
  • Cozze fritte
    Aprite le cozze, togliete i molluschi, lavateli e asciugateli, infarinateli, setacciateli, passateli nelle uova sbattute, poi nel pangrattato e friggeteli in olio ben caldo. Ritirateli con la paletta bucata, asciugateli su carta assorbente da cucina, salate e servite subito.
  • Fave e cicorie                                                                                                                                                                                                                                            Ammollate le fave, scolatele e cuocerle per tre ore in acqua salata a fuoco basso, pulite e lessate le cicorie. Battere le fave, filando l’olio e impastando bene con un cucchiaio di legno: servire su un letto di cicorie e irrorate con olio d’oliva crudo.
  • Lampascioni al forno
    Pulire i lampascioni e tenerli a bagno in acqua corrente per circa 6 ore affinché perdano un pò del loro sapore amarognolo.Asciugateli e incideteli, alla base, con un taglio a croce. Pelate e tagliate a fette le patate. Disponete lampascioni e patate in una teglia oleata; condite il tutto con sale, pepe e abbondante olio. Infornate e lasciate cuocere per circa un’ora.
  • Polipetti in pignata
    Tagliate i polipetti a metà e cuoceteli qualche minuto, aggiungete i pomodori, la cipolla tagliata a fette, il peperoncino, il sale e l’olio. Fate cuocere per 30′. Aggiungete una spruzzata di prezzemolo e servite caldo accompagnato da crostini.
  • Sfricone
    Soffriggere, in olio, aglio e peperoncino; aggiungere pomodori e sale; allungare eventualmente con un poco di acqua. In questa salsa intingere il pane raffermo.
  • Vermicelli ai frutti di mare
    Soffriggere l’aglio tritato, aggiungete i frutti di mare, il vino bianco, i pomodorini tagliati a metà, cuocere il tutto per 5′, salare e pepare. Lessare la pasta, sgocciolarla e ripassarla nella salsa. Condire con olio extra vergine e servire.
  • Zuppa di pesce
    E’ un gustoso piatto di pesce fresco, tipico della tradizione culinaria più povera: per realizzarla venivano usati gli scarti del pesce. Comprende la pulitura e sfilettatura del pesce, la cottura di tutti i pesci in un brodo composto da un fumetto fatto con gli scarti dei pesci, un fondo di cottura dei molluschi e un altro dei crostacei.